Giovani come la Grappa
...distillare è imitare il sole, che evapora le acque della terra e le rinvia in pioggia [Discoride Pedanio - I sec. a.C.]
La parola Grappa è un ossimoro vivente: secca però delicata, possente eppure fine. Per quanto rustica elegante e generosa: cristallina ma esplosiva, antica, anzi, sempreverde.
La Grappa ha fama di essere il primo prodotto di uno scarto nobile del vino.
Che i tempi siano cambiati più o meno per tutto quanto ci circonda, è cosa risaputa. Parimenti, va detto che, se a livelli di consumo la Grappa ha perso lo scettro di Regina dei Distillati Italiani, la colpa di sicuro non è sua. Eppure, più che guardare indietro a quando la Grappa era la migliore amica dell’Alpino, la consolazione del reduce di Guerra, il toccasana del Barba Toni, l’estasi di Gino Veronelli, la libidine del contrabbandiere o il buco nero dell’alcolista, ci è parso opportuno guardare avanti e interpellare un manipolo di voci autorevoli di trentenni, o anche meno. Essi hanno conosciuto da ragazzi l’arte della distillazione della Vinaccia e oggi portano avanti con fierezza e lungimiranza questo prodotto, che… più italiano di così non si può.
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